La risposta breve dipende da quando è stato effettuato il conteggio e da cosa si considera una luna confermata. Un riferimento utile è l’inventario del 2023: contava 285 satelliti naturali conosciuti in orbita attorno agli otto pianeti. La maggior parte non era una versione in miniatura della Luna terrestre. Si va da piccoli oggetti irregolari a mondi più grandi di Mercurio, con paesaggi e storie molto diversi. Poiché gli astronomi continuano a scoprire e confermare lune piccole, un totale privo di una data può diventare rapidamente fuorviante.
Un conteggio del 2023, pianeta per pianeta
In quell’inventario del 2023, Mercurio e Venere avevano zero lune conosciute. La Terra ne aveva una, Marte due, Giove 95, Saturno 146, Urano 27 e Nettuno 14. La somma è 285. I pianeti giganti rappresentano quasi tutto il totale: Giove, Saturno, Urano e Nettuno avevano insieme 282 lune conosciute, mentre i quattro pianeti interni ne avevano tre.
Queste cifre sono dati d’inventario, non l’affermazione che ogni pianeta abbia un numero di lune fisso e definitivo. I conteggi possono cambiare quando le osservazioni rivelano oggetti deboli, quando ulteriori studi permettono di stabilirne l’orbita o quando lo status di un oggetto viene rivalutato. Elenchi diversi possono inoltre basarsi su date limite o criteri differenti per considerare confermata una luna. È quindi meglio intendere il totale come «conosciute e conteggiate in questo inventario aggiornato a una data precisa», non come il numero di tutte le lune esistenti.
Questo squilibrio ha una spiegazione fisica. I pianeti giganti sono molto più massicci della Terra e possono mantenere molti oggetti in orbita; le loro regioni esterne ospitano inoltre popolazioni di lune piccole. Molte hanno forme irregolari e percorrono orbite distanti o inclinate. Il gran numero di lune non significa che siano tutte paragonabili a quella luminosa e rotonda visibile dalla Terra.
Le lune più grandi cambiano la prospettiva
Le lune più grandi sono mondi a sé stanti. Ganimede, di Giove, è la luna più grande del Sistema solare, con un diametro di circa 5.268 chilometri. Il suo diametro supera quello di Mercurio, pari a circa 4.879 chilometri. Il confronto è sorprendente perché Mercurio è un pianeta e Ganimede un satellite; per stabilire le dimensioni conta il corpo in sé, non la sua classificazione né l’oggetto attorno a cui orbita.
Titano, di Saturno, è poco più piccolo: misura circa 5.150 chilometri di diametro. Ha un’atmosfera densa e sulla superficie ospita laghi e mari di idrocarburi liquidi. Ganimede e Titano sono entrambi più grandi della Luna terrestre, che ha un diametro di circa 3.475 chilometri. La nostra Luna è quindi lontana dai primi posti della classifica per dimensioni, benché domini il cielo notturno e abbia influenzato calendari, maree ed esplorazione umana.
Le dimensioni, da sole, non raccontano tutta la storia. Io, una luna di Giove più piccola della Luna terrestre, è però caratterizzata da un’attività vulcanica eccezionale. Europa, anch’essa più piccola, è un mondo ghiacciato la cui superficie e il cui interno la rendono di grande interesse scientifico. Ganimede possiede un campo magnetico proprio. Questi contrasti mostrano perché «le lune più grandi» siano un utile punto di partenza, ma non una classifica per importanza scientifica. Per avere un’idea visiva di come lune e pianeti si inseriscano nel sistema più ampio, la mappa interattiva del Sistema solare del sito mostra le posizioni attuali dei pianeti.
Giove e Saturno: sistemi affollati
Le quattro lune più grandi di Giove — Io, Europa, Ganimede e Callisto — sono spesso raggruppate sotto il nome di lune galileiane, in riferimento alle osservazioni di Galileo Galilei del 1610. Sono abbastanza grandi da avere caratteristiche ben distinte: la superficie vulcanica di Io, i ghiacci di Europa, le dimensioni di Ganimede e il terreno fortemente craterizzato di Callisto offrono quattro testimonianze molto diverse dello stesso sistema planetario. Sono soltanto una manciata all’interno dell’inventario ben più ampio dei satelliti conosciuti di Giove.
Nel conteggio del 2023, Saturno aveva un totale ancora più alto, ma il primato numerico non significa che le sue lune siano tutte grandi. Una quota considerevole è costituita da satelliti piccoli, tra cui oggetti associati agli anelli e gruppi di lune. Saturno ospita anche Titano, un mondo notevole con un’atmosfera densa, ed Encelado, una luna ghiacciata più piccola, nota per il materiale che fuoriesce dalla sua regione polare meridionale. In un conteggio ogni luna confermata corrisponde a una voce; il totale non ne comunica le dimensioni, l’attività o l’interesse scientifico.
Lune lontane e la vicina compagna della Terra
Urano e Nettuno aggiungono decine di lune all’inventario planetario: alcune sono grandi, molte altre sono satelliti più piccoli. Tritone, una luna di Nettuno, è notevole perché orbita nella direzione opposta alla rotazione del pianeta. Questa traiettoria insolita è uno dei motivi per cui gli scienziati pensano che Tritone possa essere stato catturato, anziché essersi formato nell’orbita attuale insieme a Nettuno. Le lune principali di Urano sono molto più piccole di Ganimede e Titano, ma comprendono corpi ghiacciati e rocciosi dalle caratteristiche varie.
Nel censimento pianeta per pianeta, la Luna terrestre ha dimensioni modeste, eppure il suo rapporto con la Terra è particolarmente evidente. È grande rispetto al pianeta attorno a cui orbita e abbastanza vicina da apparire a occhio nudo come un oggetto luminoso e ricco di dettagli. Le sue fasi mutevoli dipendono dal fatto che il Sole illumina porzioni diverse della metà della Luna rivolta verso la Terra. La guida alle fasi lunari spiega questa geometria; un calendario delle fasi lunari indica gli orari esatti delle fasi mese per mese.
Cosa può — e cosa non può — dirci un conteggio delle lune
Il numero di lune di un pianeta fotografa tanto le osservazioni e i criteri di classificazione quanto ciò che lo circonda. Le lune piccole e lontane sono più difficili da rilevare di quelle grandi, e un oggetto appena individuato richiede un numero sufficiente di osservazioni per stabilire che segue un’orbita stabile. Ecco perché una tabella di conteggi ormai nota dovrebbe sempre riportare una data, e perché un inventario più recente può presentare cifre diverse senza che i sistemi planetari siano cambiati all’improvviso.
Per pianificare un’osservazione, il conteggio è meno utile di una vista locale della Luna. La fase, l’orario di levata e la posizione dipendono dalla data e dal luogo; il pannello lunare di New York, per esempio, fornisce la fase e l’illuminazione insieme agli orari di levata e tramonto, all’altitudine, all’azimut, alla distanza e a una vista del cielo con le condizioni meteorologiche locali. Un conteggio del Sistema solare risponde alla domanda su quante lune siano state incluse in un determinato inventario. Basta alzare lo sguardo per scoprire un’altra cosa: quale si trova sopra il tuo orizzonte stanotte.